22 FEBBRAIO 2007 - UN NOSTRO COMMENTO
Il Consiglio Comunale è chiamato a votare sulle Osservazioni presentate al “Piano dei Servizi” e alla ratifica definitiva dello stesso strumento normativo.
Di fronte ad un folto pubblico inizia la discussione: siamo quasi subito colpiti da un’affermazione, presente nelle controdeduzioni, che dipinge Torre Boldone come un’oasi di verde. Ogni cittadino potrebbe infatti contare, secondo quanto scritto, in ben 200 metri quadri pro capite di verde. Un problema di vivibilità del territorio in un’ottica di spazi dedicati al verde quindi, secondo questa relazione tecnica, non esisterebbe affatto. Vorremmo proprio sapere come conciliare questa affermazione con i dati sul territorio e sulla densità abitativa che lo stesso “Piano dei Servizi” riporta in premessa e che fotografano una realtà ben diversa. Ci piacerebbe anche conoscere quale la percezione degli abitanti di Torre Boldone riguardo a queste affermazioni! Quello che possiamo vedere, come realtà tangibile a Torre Boldone, è il numero di gru e cantieri che stanno realizzando insediamenti abitativi rincorrendo una logica di pura (e redditizia) occupazione del territorio.
Fra tutte le Osservazioni presentate, ne è stata parzialmente accolta solo una andando a definire con esattezza il limite dell’edificazione abitativa prevista dal “Piano dei Servizi”: 20.000 metri cubi di edilizia agevolata e/o convenzionata. Altri interventi non si potevano inserire in questo documento, ma noi temiamo seriamente che verranno introdotti con i successivi strumenti legislativi di pianificazione del territorio. A parole l’Amministrazione Comunale sostiene che verrà salvaguardata la restante parte dell’area verde, ma sono evidenti i segnali che questo non avverrà. Vediamoli questi elementi che ci portano ad essere scettici e pessimisti sul destino dell’area verde della Martinella prefigurato dall'Amministrazione Comunale:
Ø I 20.000 metri cubi di abitazioni sono collocati proprio al centro dell’area verde. Questo renderà necessaria la costruzione di una nuova strada e frazionerà tutta la parte restante dell’area. Non basta argomentare che la vicina stazione ecologica (ed il suo previsto ampliamento) rende impossibile l’edificazione sul margine di via Imotorre, perché sarebbero percorribili anche ipotesi diverse sulla gestione della stessa piattaforma ecologica. Attualmente la piattaforma di Torre Boldone è in convenzione con Gorle. Non sarebbe valutabile un accordo che coinvolga anche il Comune di Ranica (dotato di una capiente piattaforma ecologica in via Viandasso, lontana da insediamenti abitativi e facilmente raggiungibile sia da Gorle che da Torre Boldone) prevedendo che Gorle passi in convenzione con Ranica o, addirittura, che anche Torre Boldone stipuli una convenzione con Ranica dismettendo l’attuale piattaforme ecologica di via Imotorre?
Ø Se si voleva veramente tutelare la restante parte dell’area, quella non edificata, per mantenerla realmente a verde, si sarebbe potuto scrivere nero su bianco nel “Piano dei Servizi” che, tra l’altro, proprio si occupa della dotazione di verde. Perché questa salvaguardia del verde è stata detta a parole ma non tradotta in pratica nel “Piano dei Servizi”? Perché sono evidenti i passaggi successivi che verranno intrapresi dall’Amministrazione Comunale e di cui non si è fatto mistero.
Ø È stato affermato dal Sindaco e dall’Assessore Cortinovis, nel corso dell’Assemblea pubblica da noi organizzata lo scorso 18 dicembre, che si vuole riqualificare il quartiere della Martinella: “quello che noi vorremmo fare è: sistemare il quartiere, aprire all’interno dello spazio verde, (magari anche qualche orto urbano) fare dei parcheggi”
“Quest’area [l’attuale area verde] verterà a sistemare un problema che è legato alla Martinella vera e propria (…) creando quindi (…) una vivibilità che oggi chi abita in quel contesto non ha, a mio avviso. Quindi parcheggi, spazi verdi…” (Sindaco Piazzalunga) (leggi) (ascolta)
Ecco allora, nel nome di una “riqualificazione” che ci ricorda modelli urbanistici forse un po’ datati, il giardinetto pubblico grande giusto un fazzoletto con due altalene e lo scivolo e l’immancabile parcheggio che — viste le emergenze ambientali con cui sempre più facciamo i conti — va proprio nella direzione di uno sviluppo sostenibile…. Guardiamo le realtà a noi vicine: Ranica è dotata di due grandi parchi (Villa Camozzi e il nuovo parco di via Conciliazione), Gorle del parco del Baio, Alzano del parco Montecchio, Villa di Serio del parco di Villa Carrara. In questi comuni esistono anche dei “giardinetti” con funzione ricreativa per i quartieri, ma i grandi spazi verdi hanno una funzione fondamentale nell’”ossigenazione” del territorio. A Torre Boldone si continua invece con la politica “dei fazzoletti”: questo che dovrebbe essere realizzato alla Martinella, quello in attuazione vicino alle scuole medie (ovviamente sempre meglio di niente)… Certo, a Torre Boldone non esistono più ampie aree per realizzare un progetto di parco dignitoso (l’occasione del parco Reich è stata persa qualche decennio fa…), ma proprio la Martinella è l’ultima importante area rimasta e forse si potrebbe valorizzarla in un modo più innovativo, pensando che “riqualificare” dovrebbe significare innanzitutto migliorare la qualità della vita degli abitanti del quartiere Martinella e di riflesso dell’intera comunità di Torre Boldone. La vicinanza dell’esperienza della Cooperativa Aretè rappresenta un’ulteriore valenza qualitativa che andrebbe a completare in modo complementare un disegno strategico (con orti urbani, frutteto, fattoria didattica, percorsi ciclopedonali con anche possibile collegamento diretto tra via Martinella e via Imotorre) che indubbiamente porterebbe ad un miglioramento della vivibilità di tutto il quartiere.
L’area è privata, si obietterà, ma una politica lungimirante potrebbe seriamente verificare la fattibilità di un percorso che — partendo nell’immediato con il mantenimento dello stato di fatto — con il possibile apporto anche di risorse economiche regionali o comunitarie, con l’approfondimento normativo (pensiamo ad esempio al Testo Unico sulle espropriazioni 327/2001), potrebbe nel medio/lungo termine approdare a positive soluzioni di acquisizione.
Certo è fondamentale la volontà politica, almeno nel credere nella possibilità di un percorso senza rigettarlo con sufficienza bollandolo come improponibile e irrealizzabile.
A suo tempo avvenne così per il parco Reich: si disse che era impensabile per il Comune di Torre acquisire quell’area e si perse l’occasione. I cugini di Alzano Lombardo, con l’acquisizione del parco Montecchio, ci dimostrarono proprio il contrario. Quale la differenza? La tenacia, la caparbietà, la determinazione di perseguire un’utopia possibile ed i risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti!
Facendo un passo indietro per tornare alla questione parcheggi (così indispensabili…): ma non sono già previsti nel quadro del progetto di via Martinella? Sempre riportando affermazioni fatte nel corso dell’assemblea del 18 dicembre: “Grazie all’Amministrazione Comunale di Bergamo, l’attuale, ho portato a compimento (insieme appunto ai colleghi Assessori ai Lavori Pubblici di Gorle, della Provincia e del Comune di Bergamo) un accordo importante di programma. Per la prima volta, credo, in trent’anni si fa un accordo di programma di due miliardi — delle vecchie Lire — per poco più di trecento persone in tre Comuni: Torre, Bergamo e Gorle. Perché lì c’è da mettere intanto in sicurezza la viabilità, fare un po’ di marciapiedi, fare i servizi essenziali (…) e, soprattutto, creare almeno un minimo di posti auto per i residenti (…) che tra l’altro — per un mutuo soccorso, per la prima volta — dove il parcheggio per gli abitanti di Bergamo verrà su Torre Boldone, e il parcheggio per gli abitanti di Torre Boldone sarà su Bergamo (…). È firmato un accordo, che è quattro anni che abbiamo fatto partire, con la vecchia Amministrazione, e si è chiuso l’anno scorso.” (Assessore Cortinovis) (leggi) (ascolta). Sorvolando sulle solidali alchimie intercomunali una cosa risulta chiara: i parcheggi per gli abitanti di via Martinella sono già previsti nel piano di adeguamento della stessa via Martinella, senza dover intaccare l’area verde.
Appare abbastanza evidente che i parcheggi previsti sull’area verde non saranno per gli abitanti di via Martinella, ma saranno per i futuri abitanti delle nuove edificazioni previste dal “Piano dei Servizi” sull’area verde!
Ø L’ultima funzione a cui verrà destinata la parte restante dell’area verde della Martinella (quindi dopo i 20.000 metri cubi di edificazione approvati con il “Piano dei Servizi”, la strada di penetrazione da via Imotorre, il giardinetto, il parcheggio) saturandola completamente, sarà quella di ospitare dei capannoni artigianali. Sempre riportando quanto affermato nell’assemblea del 18 dicembre: “…il concetto è: tentare di dare quelle piccole risposte (…), poter permettere a quei due, tre, quattro soggetti, cinque soggetti, sei, che hanno queste difficoltà nei nuclei abitati (e qui veramente mettetevi nei panni di chi abita vicino alla carrozzeria che - proprio quindici giorni fa — ha denunciato ampiamente questo aspetto, perché chiaramente è collocata in un contesto che non è qualificato ma soprattutto perché non è adatto. Collocata in un’area ad hoc, può creare nessun problema). Quindi la collocazione di piccole entità del paese, per poter favorire questa possibilità di vivibilità negli altri contesti, è una delle altre piccole occasioni.” (Sindaco Piazzalunga) (leggi) (ascolta). Il discorso è a braccio, ma i concetti chiari.
Qui si affronta un’altra questione che forse andrebbe meglio approfondita. Riteniamo che vada innanzitutto affermato con molta chiarezza il principio secondo cui le leggi vanno rispettate e, se necessario, fatte rispettare con tutta la determinazione possibile. Un’attività deve avere i requisiti per poter operare. Ove questi requisiti siano ai limiti o addirittura non sussistano, si deve premere per una diversa collocazione e non necessariamente all’interno del territorio comunale se gli spazi non esistono o sono destinati ad altri usi (magari di fruizione collettiva). L’attività di pezzamificio di via Alle Cave si è trasferita al di fuori di Torre Boldone, la vicina (e pericolosa) attività dell’”Autogas Orobica” ubicata in Ranica, a breve si trasferirà in altro comune. È normale — soprattutto per le piccole attività — trasferirsi anche da un comune all’altro per migliorare i propri standard produttivi.
Un altro aspetto riguarda invece determinati comportamenti censurabili nello svolgimento delle proprie attività. Bruciare nel camino del proprio capannone involucri e materiali diversi che sarebbero da smaltire in discarica è un comportamento sanzionabile. Il cumulo di materiale inerte di un deposito va tenuto costantemente bagnato per impedire la formazione di polveri.
Di fronte alle, legittime, lamentele degli abitanti che vivono in zone attigue a queste attività, cosa risponde l’Amministrazione Comunale? Non un giusto rigore nell’esigere il rispetto delle leggi, ma più semplicemente (magari offrendo anche un vantaggioso computo della cubatura a fini edificatori ) il trasferimento in altre zone meno densamente abitate dove questi “fastidi” sarebbero minori e meglio tollerati (ovviamente ci riferiamo all’area della Martinella).
Ø E' a questo punto evidente, basandoci su fatti tangibili e dichiarazioni pubbliche, il disegno complessivo ( partendo dal “Piano dei Servizi” per arrivare ai successivi passaggi ) dell’Amministrazione Comunale sull’area della Martinella: escludendo il giardinetto pubblico, TUTTA LA PARTE RESTANTE verrà cementificata con i 20.000 mc di edilizia agevolata / convenzionata, la strada di penetrazione (in una prima fase), il parcheggio, i capannoni artigianali (a seguire). E come allora non stupirci della forte presa di posizione della Cooperativa Aretè preoccupata, a ragione, della propria sopravvivenza? Come si può affermare, da un lato, che l’esperienza Aretè (importante, significativa, eticamente condivisibile) non verrà intaccata da quanto si realizzerà nell’area vicina e dall’altra delineare con tale lucidità e precisione un percorso di completo accerchiamento e soffocamento delle coltivazioni biologiche?