Pubblichiamo i contributi
che ci avete inviato
ATTENZIONE: Vengono pubblicati solo i contributi firmati e in linea con un dibattito aperto, costruttivo e corretto.
Non troveranno pertanto spazio scritti e sfoghi offensivi.
- 2 aprile
"Aderisco al Comitato e protesto insieme a voi contro la cementificazione. Sono un'ostetrica che promuove la "ecologia della nascita". Gli alberi rappresentano il simbolo della vita stessa, "l'albero è solido perchè ha grandi radici che penetrano la terra, ed è flessibile..., da fiori e frutti. L'albero segna la corsa del tempo attraverso il passare delle stagioni e quindi segna i momenti evolutivi.
Una società che non tutela in modo adeguato l'ambiente non è, a mio parere, neppure attenta e sensibile alla nascita. Inoltre vi chiedo informazioni sullo stato di attuazione nella nostra provincia della legge 113/92, nota come: "un albero per ogni neonato" . Ciao a tutti."
(Luciana Carrara)
- 18 marzo
"Buongiorno, parlando con un imprenditore della zona (torre-ranica), mi si è freddato il sangue quando mi ha detto che ha intenzione
di trasferirsi nei nuovi capannoni previsti alla Martinella (?)...
Gli ho chiesto se intendeva quella zona per cui ci sono state
diverse proteste ... Lui mi ha risposto: "si'... ma ora è tutto risolto!".
E' davvero tutto risolto? Non si puo' fare intervenire il Gabibbo... Bisogna rassegnarci alle logiche di potere ed economiche?!"
(Daniele Vanoncini, Gorle)
- 15 marzo
" Sono d'accordo con Emanuela: andate a vedere il film di Al Gore!
P.S. leggete anche le frasi dei titoli di coda." (Ermanno Corti, Seriate)
- 14 marzo
"Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso è uno strumento
al servizio di chi nel nostro paese lotta per la difesa del
proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo
scempio delle risorse ambientali ed economiche.
E' una cornice entro cui si ritrovano le diverse realtà che aderiscono
al Patto per mettere in relazione le esperienze e le lotte, ma non è
una sede decisionale: è piuttosto un contenitore per valorizzare
queste esperienze, per non disperderle e per farne patrimonio comune; è un sostegno per dare loro maggior visibilità e in questo modo rafforzarle e aiutarle a crescere; è un supporto per una
memoria collettiva che non vuole dimenticare i risultati acquisiti e intende ripartire dalle sconfitte subite; è una sede in cui praticare la
solidarietà e l'aiuto reciproco.
Nel suo ambito nascono e circolano proposte condivise, ma non
è una sede di elaborazione e definizione di strategie in cui gli
aderenti sono tenuti a riconoscersi.
Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso non è certo un tentativo per infiltrarsi di soppiatto nella politica di palazzo nè
intende farsi ospitare nei palazzi della politica; non ha governi
amici a cui guardare con fiducia; non ha partiti a cui consegnare deleghe in bianco e non intende certo percorrere una strada che lo porti a diventare esso stesso partito.
Non per questo rifugge dalla politica e dal confronto, e sa
distinguere chi opera con trasparenza da chi tenta di imbrigliare le lotte. Il modello che propone è al tempo stesso l'unico metodo che
è disponibile ad accettare: quello della partecipazione attiva dei cittadini.
Questo sito web è soltanto uno strumento al servizio del Patto:
una scatola da riempire con il contributo di tutte le realtà che vi aderiscono. E' una scatola di scarpe che contiene questo lungo
stivale che va dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e dal Friuli alla Sardegna: uno stivale che vogliamo conservare nelle migliori condizioni possibili, e vogliamo difendere da chi fa di tutto per rovinarlo.
Sarà dura, ma ce la faremo.
In bocca al lupo per la vostra lotta."
(Maurizio Piccione, Valle di Susa; www.pattomutuosoccorso.org)
- 12 marzo
"aderisco al comitato e protesto insieme a voi contro la cementificazione". (Silvia Boatti, Bergamo)
- 11 marzo
"Buongiorno, sono residente a Gorle da 1 anno (zona Martinella) e prima a Torre Boldone (zona alta, Via Sorgente Massa).
Ho sempre seguito il dibattito sulla Martinella a distanza ma con interesse. Speravo che dopo le passate bocciature del TAR
il capitolo fosse chiuso... e invece sembra non sia così.
Mi sono deciso a scrivervi per portare il mio sostegno alle vostre iniziative. So che non è molto, cerchero' di fare meglio nel
prossimo futuro.
Stavo leggendo la rivista "BERGAMO Citta' e cittadini" alla pagina dedicata al dibattito tra i gruppi consiliari sul tema "abitare la citta'". La cosa ironica è che tutte liste, sia di destra che di sinistra, sono concordi su un punto: salvare quel che resta di verde: "...difendere
gli spazi verdi, realizzare cintura verde intorno alla citta'...
privilegiare il recupero edilizio rispetto a nuovi insediamenti",
"...si usi moltissima prudenza nel concedere migliaia
di nuovi metri cubi.", "operare su aree di complemento urbanistico...
per savaguardare il piu' possibile le aree verdi...", "assicurare la
realizzazione di dotazioni ecologiche, di spazi di rigenerazione e compensazione ambientale...". Ironico... ma non troppo".
(Daniele Vanoncini, Gorle)
"Ciao amici e amiche del Comitato,non possiamo ke essere
solidali con la vostra lotta per la difesa del parco della Martinella.
Per il momento almeno possiamo mettere il vostro sito come link su quello www.icorvi.net , visto ke la maggior parte di noi Corvi è qui a Roma, nonostante il nostro sia un movimento internazionale ci risulta difficile organizzare un veloce spostamento per venire ad appoggiarvi, cmq ci teniamo almeno per ora a farvi un grande incoraggiamento
per tutte le vostre denunce e proteste portate avanti in modo non violento ma attivamente.
Tenete duro, il fatto ke i politici locali sono indifferenti alle reali necessaità della popolazione testimonia quanto il momento sia
critico e nello stesso tempo quanto sia importante non stare zitti e come dite voi "farvi sentire!!"
Vi mando un forte abbraccio e un grande in bocca al lupo!" (Gianni)
- 8 marzo
" Ho visto il film - documentario di Al Gore, << Una scomoda verità >>. Lo consiglio vivamente a tutti. In special modo ai 9 di Torre Boldone!!!!" (Emanuela Rota, Bergamo)
- 7 marzo
"Sono Faustina Fabbri, presidente della associazione di promozione sociale neocostituita (23 gennaio 2007) COHABITANDO aps, e a nome di tutti i nostri soci manifesto e concordo insieme a voi, che occorre difendere questa area, come molte altre in italia.
Se ogni associazione desse il proprio supporto alle altre, sicuramente riusciremmo a difendere molte zone e a far divenire le stesse ambienti naturalmente salubri e vivibili.
L'impegno é nel fare fronte comune e non difendere solo la propria località, in fondo siamo tutti cittadini del mondo".
(Faustina Fabbri, Cesana Torinese)
- 6 marzo
" Non sono d'accordo su quanto ha scritto Antonella il primo marzo. Abito a Torino e ho seguito con attenzione sempre più crescente quello che è successo vicino a me, per la questione della Tav. Si è molto parlato di questa << grande opera>>, della sua <<necessità improcastinabile>> per non perdere le direttrici di traffico commerciale in Europa. Se, con un minimo di imparzialità e raziocinio, lasciando da parte proclami ed impulsi emotivi, andiamo a studiare tutta la questione (in rete si può trovare un'ampia documentazione), ci accorgiamo che la Tav (oltre ad essere inutile) nasconde in realtà grossi interessi economici (bipartisan). E questo le popolazioni della Val Susa ben lo hanno capito. Non sono disposte a tollerare in una valle già compromessa un ulteriore carico ambientale, sopportare sulle loro spalle il peso di un gioco di interessi che, ancora una volta, è disegnato da potentati economico-finanziario-politici. E si sono attivate. Il movimento <<No Tav>> della Val Susa è partito dal basso, coinvolgendo sempre più tutti gli strati sociali della popolazione, dall'intellettuale al contadino, dal medico al panettiere. Una presa di coscienza che ha aperto gli occhi e inciso profondamente sul proprio modo di pensare e vivere la propria quotidianità: adesso non è più come prima. E questa nuova consapevolezza la vedo sempre più nelle tante realtà (piccole e grandi) impegnate a difendere valori, stili di vita e nuove visioni di scenari futuri. Non conosco Torre Boldone, ma mi sembra di cogliere che anche lì il Comitato in difesa della Martinella abbia smosso le coscienze, posto alternative credibili e spendibili, sollevato dubbi su scelte politiche: i semi sono stati sparsi, credo che potranno portare a riflessioni al momento delle prossime elezioni amministrative e molti cittadini si ricorderanno ". (Michele Perrone, Torino)
- 5 marzo
"La faccenda Martinella puzza lontano un kilometro" (Micky '88, Milano)
- 3 marzo
"Quello che non riesco proprio a capire è il fatto che se un costruttore compra un terreno allora (per non danneggiare la sua attività) bisogna per forza fare in modo che questo terreno diventi edificabile. Ma se un privato compra un bosco e decide di raderlo a zero questo non lo può fare perchè esistono delle leggi che (per fortuna) tutelano le bellezze naturali e le preservano. E alla Martinella non è la stessa cosa? Se quell'area verde è importante il Comune dovrebbe tutelarla, preservarla, anteporre gli interessi (...i valori....) di una comunità a quelli di un privato. Nessuno confisca una proprietà: il terreno rimane del proprietario, ma questi (perchè è un costruttore) non può automaticamente sfruttarlo per i propri interessi". (Barbara Regazzoni, Portogruaro)
- 1 marzo
" Ma tu credi che la gente di Torre Boldone si ricorderà di questo quando andrà a votare? Il tempo cancella tutto, anche il ricordo di quello che i nostri amministratori hanno combinato. E poi quando stanno per arrivare le elezioni si mette in vetrina tutto l'assortimento migliore mentre i panni sporchi finiscono nel cestino" (Antonella Sbicchi, Sestri Levante)
- 28 febbraio
" Ma quando si vota a Torre Boldone?" (Vasco 1975, Casalecchio di Reno)
- 27 febbraio
"Antonio, che dici??? Mi sembra di capire che non è ancora tutto perso. Il comitato mi sembra ancora <<tonico>> e pronto a dare ancora battaglia. DAI !!! SIAMO CON VOI!!!" (Mauro Ghiarri, Caserta)
- 25 febbraio
" Trascrivo quanto Beppe Grillo ha scritto sul suo blog il 13 settembre 2006. Il titolo è significativo: I serpenti di cemento. Ecco il testo:
<< L’edilizia è un serpente che si mangia la coda. Che divora sé stesso. All’ingresso delle città ci accolgono foreste di gru al posto di mura e giardini. Nelle strade nuovi svincoli, rotonde, sottopassi. Terze, quarte corsie. I paesi investono i bilanci comunali nell’edilizia. L’Ici è il nuovo motore del mattone. Si tassano le case per costruire le case. Seconde, terze case. I capannoni industriali, vuoti, in vendita, in affitto costeggiano le autostrade per decine di chilometri. Le cave appaiono d’incanto tra boschi e montagne. Non si costruisce più per abitare, per necessità. Si costruisce per lucrare. Per ‘investire’.La stabilità o la discesa dei prezzi è un rischio, un problema, una sciagura. Ma per chi? Ogni nuova costruzione occupa spazio, risorse, distrugge il territorio. L’Italia vista dall’alto è uno stivale di cemento con un po’ di verde intorno. La provincia italiana è piena di case abbandonate da ristrutturare e di case nuove disabitate. Le città italiane sono piene di uffici vuoti (o anche vuote di uffici pieni) e traboccanti di nuovi edifici in costruzione. C’è un’orgia da cemento in giro. Ma il cemento non produce nulla. Piuttosto, se non è necessario, distrugge soltanto.Le richieste di nuove licenze edilizie andrebbero autorizzate solo in mancanza di alternative già presenti. Incentivate le ristrutturazioni di case esistenti. Quanti uffici, appartamenti, edifici sono vuoti in Italia? Quanti in costruzione? L’edilizia si giustifica perchè rende, perchè il mattone è sicuro. Ma è un gioco al massacro del territorio. E delle risorse economiche che potrebbero essere destinate, almeno da parte delle amministrazioni pubbliche, al territorio, ai servizi ai cittadini. Che senso ha investire in cubi di cemento invece che in ricerca? Un senso ci deve essere in attesa della bolla immobiliare prossima ventura. Un vento sta spirando da oltre Atlantico verso l’Europa. Dopo potremo investire in demolizioni e nel recupero del territorio. Serpenti che si mangiano la coda. Ps: “Fabbricare fabbricare fabbricare Preferisco il rumore del mare Che dice fabbricare fare e disfare Fare e disfare è tutto un lavorare” ( Dino Campana) >> Si commenta da solo" (Luisa Emma Cardi, Padova)
- 24 febbraio
" E adesso ? Proprio una bella domanda... C'è poco da fare. L'area verde è persa. Punto e basta" (Antonio Lanzetta, Cinisello Balsamo)
"Continuate a lottare...ho inserito un link al vostro sito
sulla home page del mio (www.albertomelis.it)..."
(Alberto Melis, Cagliari)
" E' proprio vero quanto ha scritto il presidente di Legambiente, Roberto della Seta: << da troppo tempo, troppe amministrazioni, al di là del colore politico, ritengono il territorio non edificato come un territorio non ancora edificato>>. Quando si apriranno gli occhi sarà troppo tardi e attorno a noi ci sarà solo cemento" (Elisa Rossi, Corsico)