INTERVENTO DEL SINDACO PIAZZALUNGA
“Innanzitutto noi questa sera siamo ospiti e vi ringraziamo di averci invitato, perché chiaramente siete voi gli attori di questa serata e noi giustappunto ospiti, a trattare di un argomento che sicuramente è importante, << caldo >>, un argomento che è a cuore anche all’Amministrazione Comunale. Come area è l’ultima, una delle pochissime, anzi forse l’ultima area che Torre Boldone ha come area chiamata giustappunto <<verde>>. Un’area che ha creato in passato — già dal Comitato che si è costituito alcuni anni fa nella precedente Amministrazione in cui, io ancora Assessore insieme ad altri colleghi — abbiamo appoggiato la precedente scelta amministrativa (oggi dico: per fortuna così non è andata) però, ripeto, amministrativamente è stata una scelta condivisa perché aveva un senso amministrativo logico.
Sulla scorta delle scelte non attuate — tangenziale est e così via — sicuramente oggi è bene che quell’area sia rimasta ferma. Ciò non toglie che l’Amministrazione di Torre Boldone deve amministrare le proprie aree, deve dare delle scelte e degli indirizzi. Non dimentichiamo che quest’area è un’area privata non da ieri, da trent’anni acquisita da un soggetto — giustappunto dall’Istituto delle Suore Poverelle — e mantenuta in parte a verde, meglio, è un’area verde incolta e privata.
Anche l’Amministrazione Comunale, qualunque scelta deve essere fatta, deve essere fatta o a livello espropriativi o in accordo con la proprietà. C’è poco da fare. Qui non è che il Comune può fare quello che vuole di quest’area, è una scelta che va condivisa con la proprietà o — viceversa — va espropriata.
La cosa importante credo che sia da sottolineare è questa, ripeto: l’Amministrazione Comunale di Torre Boldone (meglio, l’attuale Amministrazione Comunale penso come tutte le Amministrazioni Comunali) deve gestire il proprio territorio e deve dare risposte ai bisogni dei cittadini del proprio territorio. E a questo scopo l’individuazione, gli interessi o, meglio, le attese su quest’area vertono a questo.
A Torre Boldone abbiamo diverse problematiche. Non voglio polemizzare con l’amico Tombini” [segretario locale DS], “con Rovetta” [segretario locale di Rifondazione Comunista], “o con chi si è contrapposto sulla scelta della Colombera che ampi problemi ha creato, ma che da parte di chi ha fatto questa scelta — nella maggioranza — è stata una scelta attenta. Attenta. Sofferta ma attenta e soprattutto una scelta che ha dato una risposta anche ad un altro tipo…. Comunque non è questa la serata per trattare.
Dicevo, questo è un problema di molteplici difficoltà. Non dimentichiamo che l’individuazione di questa area, uno spazio che poi…. ecco, mi dispiace un po’ rispondere ad Arzuffi” [Presidente Cooperativa Aretè] “ma anche a Rovetta sui venti-quarantamila. Qui è indicato ventimila e poco ci piove. Quindi quella è l’indicazione, poi i numeri si possono sparare, ma quei ventimila sono indicati, di un’edilizia di tipo appunto economico-popolare, convenzionato e via dicendo qui cita il Piano dei Servizi.
Perché collocarla qui, in fondo?” [l’edificazione]. “Noi abbiamo un problema con l’area della Martinella che è di Torre Boldone, che è un’area periferica. Noi, nel nostro programma elettorale, abbiamo dato delle priorità: quella di fare attenzione alle periferie del paese. Infatti abbiamo tentato, abbiamo cercato e stiamo dando risposta alla parte nord, la parte del Fenile che è quella abbandonata. La parte sud, la parte della Martinella, altra zona abbandonata (io sono nato alla Martinella, qui sono nato, la conosco molto bene questa area, per venticinque anni ci ho vissuto) è un’area abbandonata da sempre a Torre Boldone, ma non perché sia abbandonata, ma perché purtroppo è sui confini e come tale — quando è sui confini — non è di nessuno. Un’area della Martinella che ha avuto in questi ultimi anni, anzi, in questi ultimi mesi devo dire, ha avuto uno sviluppo purtroppo insulso. Abbiamo visto delle piccole realtà artigianali uscire, spostarsi, chiudere, e realizzarsi — purtroppo — costruzioni.
Questo perché nell’attuale vecchio Piano Regolatore questo era permesso, senza concedere spazi verdi, senza spazi parcheggio, quindi creando una situazione di invivibilità addirittura assurda in alcuni casi.
Quindi quest’area” [l’area verde in discussione], “verterà a sistemare un problema che è legato, più che altro è connesso all’area che sta sulla Martinella vera e propria (questa non è la Martinella, è l’area Martinella, ma la Martinella è chiaramente quella che sta sulla via Martinella) creando quindi, in quel contesto, una vivibilità che oggi chi abita in quel contesto non ha, a mio avviso. Quindi parcheggi, spazi verdi e un’organizzazione che — chi conosce la parte Campo Sportivo, la parte a nord del Campo Sportivo, in un contesto dove si sono create situazioni che sono sicuramente vivibili come contesti e sono anche lì edilizia di quel tipo, convenzionata, concettualmente hanno permesso di realizzare case vivibili, gente che vive bene anche in un contesto a ridosso della zona industriale che comunque è staccata.
Quindi la motivazione per cui viene qui collocata ha questo scopo: dare una risposta ad una zona che è la Martinella vera e propria e che ha oggi dei problemi grossi di vivibilità.
Ci sono altri problemi, giustappunto, quelli che avete fatto presente e che, personalmente, io condivido pienamente perché gli spazi verdi, le zone — anche con l’Aretè che mi vede pienamente vicino (lei sa benissimo, Arzuffi, quanto io abbia per motivi personali ma anche per motivi etici una vicinanza al tipo di scelte che la Cooperativa Aretè fa e ha fatto). Ciò non toglie quindi che questi aspetti possano essere rivisti, rivalutati in un’ottica di valutazione generale.
Il dibattito si apre questa sera, ma si potrà continuare.
Abbiamo però altre difficoltà in paese. Come diceva prima anche l’architetto Spreafico, abbiamo difficoltà che sono — non è questa la serata per parlarne, ma è bene dircelo perché la gente deve sapere quali sono i problemi che Torre Boldone può avere — abbiamo in paese diverse situazioni di piccoli artigiani collocati in centro, in nuclei abitati, che chiaramente creano dei grossi disguidi. Abbiamo diverse denunce in questo senso aperte, due o tre aperte come denunce ( il piccolo carrozziere, la piccola edilizia e via dicendo) che creano grossi disagi. Noi come amministratori dobbiamo essere attenti a questi disagi che in paese emergono.
Quindi l’indicazione è chiaramente di valutare, in prospettiva, anche una possibile…(noi, tra l’altro, tenete presente che dobbiamo anche, nel programma elettorale, raddoppiare lo spazio della nostra piattaforma ecologica, cioè abbiamo oggi dei problemi oggettivi di insufficienza di quella piattaforma ecologica — che è in convenzione con Gorle — e abbiamo la necessità di raddoppiarla. È previsto, è nel programma e quindi, penso, sarà prossima la possibilità di poter raddoppiare la stazione ecologica quindi spostando anche la strada di via Imotorre).
Quindi, ripeto, il concetto è: tentare di dare quelle piccole risposte (quindi non ampliare zone industriali, come forse qualcuno ha paventato, assolutamente) ma poter permettere a quei due, tre, quattro soggetti, cinque soggetti, sei, che hanno queste difficoltà nei nuclei abitati (e qui veramente mettetevi nei panni di chi abita vicino alla carrozzeria che — proprio quindici giorni fa — ha denunciato ampiamente questo aspetto, perché chiaramente è collocata in un contesto che non è qualificato ma soprattutto perché non è adatto. Collocata in un’area ad hoc, può creare nessun problema). Quindi la collocazione di piccole entità del paese, per poter favorire questa possibilità di vivibilità negli altri contesti, è una delle altre piccole occasioni.
Però, ripeto, non è nell’ottica di ampliare, ma è nell’ottica di salvaguardare quest’area.
Chiaramente ribadisco, stasera noi siamo presenti, ascoltiamo, io mi auspico che ci possa essere un tavolo di dibattito. Ringrazio delle firme, ho portato anch’io le 205 mail che ho ricevuto in queste ultime settimane, di cui però solo 12 di Torre Boldone, le altre sono tutte quante invece di gente non di Torre Boldone, che arrivano da tutta Italia in quanto il sito è visitato da tutta Italia.
Quindi ribadisco, per noi importante è: aprire un tavolo di confronto, affermando comunque la necessità che le nostre scelte — come Amministratori — sono di amministrare il paese. Quest’area è, come è stato indicato, un’area di <<Primo Riferimento>> e come tale va gestita. Non va, chiaramente, bruciata, non va cementificata — come qualcuno pensa — però va gestita; e come tale, necessariamente, va valorizzata per quello che può essere. Tenendo conto di chi abita in quel contesto e di chi abita in altri contesti del paese.
Io ringrazio e penso comunque di avere modo di confrontarci. L’invito che io rivolgo è di non fermarci a questi dibattiti — che sono importantissimi, che sono fondamentali per avviare il discorso — ma ci possono essere possibilità di confronto anche diretti, in un contesto amministrativo. Grazie.”